ATTO  127

E alla fine ci sarà un corpo che scorre su un fiume, come un ramo, come una foglia, tutto fuorchè morto, piu vivo delle cose vive, semplicemente svuotato da ogni storia, ogni film, ogni pensamento, e mentre scorre sull’acqua è acqua, e mentre guarda in su è cielo, e non esiste più racconto che sia racconto, più io che sia un me, più nome, famiglia, paese e lingua, eppure l’appartenenza totale al tutto, e solo una parola è rimasta: e quella parola è Brava.

E ci hai messo 47 anni, di pancia e mani e occhi e figli e amori, e tempo e stagioni, e case e pagine, e alla fine resta solo il corpo come una foglia che scorre sul fiume e buon viaggio agli uni e buon film agli altri e buon proclamare e buon affermare, più morti delle cose morte, e buone prigioni e e buone scatole e buone avventure, e il corpo della foglia è acqua e il corpo dell’acqua è foglia, e quel me che non sono io è così felice di essere questo niente che viene trasportato e sciolto e staccato e guidato da una legge che sa senza comprendere, che segue senza spiegarsi e alla fine delle storie e dei racconti rimane solo che ce l’hai fatta senza che ci fosse da farcela, ma cosi splendidamente,  incorniciata di una bellezza tale in un silenzio tale che solo una parola è rimasta e quella parola è Brava.